TUTTO E' CONSENTITO IN CAMPAGNA ELETTORALE, DALLO SPERPERO DEGLI ULTIMI SPICCIOLI NELLE CASSE COMUNALI, ALLE DICHIARAZIONI DI GUERRA DI CHI IL POTERE NON LO HA, MA VORREBBE ESSERE PIACEVOLMENTE CORROSO DA QUELLA MALATTIA CHE ENTRATA IN VENA, NON ABBANDONA PIU' IL SOGGETO CONTAMINATO.
In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, contraddizioni si assomano fra loro, fra chi urla e parla di crisi e chi invece placidamente si gode l'ultima neve di primavera. Intanto i fuochi che covavano sotto la cene esplodono, si fanno cocenti e giu' denunce, querele, insulti e strategie a volte da volpe da gabbiotto, comunque strategie..., per fregare questo o quello, perchè le cordate ci sono e la battaglia per un "posticillo al sole" si fa serrata. Come dire che in amore e in guerra non c'è rispetto, si rompono antiche amicizie, si consolidano nuovi assetti, si pensa al futuro piazzandosi qua e la, per poter mantenere gli equilibri dietro ai sipari. Storia vecchia e scontata che comunque in questa tornata elettorale potrebbe riservare sorprese in tutti gli schieramenti, visto che in ogni caso il cambio generazionale è cominciato prepotentemente, per termini inderogabili di età anagrafica dei soliti noti e per la spinta, ormai irrefrenabile, delle nuove generazioni che non accettano più il posticino all'ombra.
L'informazione, che in tutto questo ha un ruolo estramamente importante, non sempre arriva a tutti i cittadini, che vedono il mondo attraverso la lente del sentito dire, senza approfondire mai le quantità indistriali di news che quotidianamente gli piovono addosso, per mancanza di tempo o per pura pigrizia, e spesso passano messaggi che non hanno proprio nulla a che fare con quanto realmente succede.
Fra quindici giorni, quando tutto questo sarà finito, si tireranno le somme. Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, spariranno dal viso dei condidati i sorrisi imbiancati e i tornerà alla vita normale, riparlando della crisi surclassata dagli sprechi degli ultimi fuochi spenti alla fine della campagna elettorale. La cinghia dovrà restringersi se si vuole campare con un minimo di dignità e si assisterà alla gioia dei vincitori e all'amarezza dei perdenti, mentre chi ha giocato bene e furbescamente le sue carte, risalirà sul carro dei vincitori e chi ha fatto con onestà il proprio percorso, vedrà crollare le montagne di carta costruite ad arte per fregarlo ancora una volta, il merito si sa, è un'altra storia! In poche parole "FATTA LA FESTA, GABBATO LU SANTO!"
|