NON C'E' CHE DIRE, LE ELEZIONI INFERVORANO GLI SPOLETINI, LI CONTRAPPONGONO, EMERGONO E DIVISIONI E LA POLTRONITE, (MALATTIA ATAVICA E INCURABILE DEL POLITICO VECCHIA MANIERA) COMINCIA A VACILLARE, MENTRE I GRILLINI FANNO UNA ELEGANTE FIGURA ESPRIMENDO UN BUON RISULTATO DEGNO DI NOTA, IN BARBA AI GURU MALTRATTATI DALL'URNA ELETTORALE IN CERCA DI ALLEANZE E APPARENTAMENTI CHE SCRICCHIOLANO DI GIORNO IN GIORNO.
Una settimana da febbre da cavallo nelle segreterie di partito che analizzano il voto passandolo al setaccio. C'è chi ha intravisto il tradimento, chi ne paventa la certezza, certo è che Brunini aveva davvero stravinto nelle passate elezioni, in questa tornata elettorale invece sono troppi gli interrogativi che rimangono sul tappeto e fanno aumentare di ora in ora l'incertezza sul risultato del ballottaggio.
I numeri non sono opinioni e fuori da ogni possibile azione strumentale, la realtà parla di due candidati, ottime persone entrambi, che attualmente se la devono vedere solo con l'elettore, subissato da telefonate, volantinaggio al supermercato come a casa, che dovrà decidere se fidarsi del programma e le intenzioni di Daniele Benedetti (vice sindaco uscente) o del novizio e determinato Angelo Loretoni.
Ai posteri l'ardua sentenza, mentre l'Umbria fa i conti con una tenuta del PD a fronte di una grande rimonta del PdL che fa tremare, ma non affonda, segno evidente che in ogni caso, lentamente, qualcosa sta davvero cambiando.
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