IL NOSTRO LAVORO DI REPORTER DELL'INFORMAZIONE CI PORTA OVUNQUE, DENTRO E FUORI LE MURA DELLA SPLENDIDA SPOLETO, DOVE FRA I TANTI ARGOMENTI, PRIMARIO RISULTA QUELLO DEI BALLOTTAGGI CHE FRA UNA SETTIMANA, DARANNO RISPOSTE IMPORTANTI PER IL FUTURO POLITICO, NON SOLO DELLE CITTA' MA DELLA STESSA REGIONE DELL'UMBRIA CHE IN REALTA' HA TENUTO, MA HA PERSO ANTICHE CERTEZZE.
Mi ha molto sorpreso il coinvolgimento che ha generato il ballottaggio di Spoleto, e conoscendo il legame profondo che ho con la città dei duchi, in tanti incontrandomi mi hanno fatto domande, hanno paventato soluzioni, insomma tutti parlano del futuro possibile sindaco della City.
La cosa che mi ha davvero colpita però, è stata la domanda continua Benedetti o Loretoni, e mi sono chiesta come mai la gente spoletina diceva di non conoscere Angelo Loretoni, mentre in giro per le città dell'Umbria si è sparsa a macchia d'olio la notizia e i nomi legati a questa campagna elettorale che, nonostante neanche tanto sotteranei tentativi di strumentalizzazioni velenose, sta appassionando tutta la regione.
L'effetto dirompente dello sconosciuto approcciato alla politica quasi per caso e la autentica nota caratteriale di un individuo che non parla il politichese, che attacca alla radice un sistema, che si mostra con sempicità, è questo che oggi vuole la gente comune? E' questa la forza della modernità che sta tentando di offrire nuove risorse alla vita sociale e amministrativa? Probabilmente sì, e non è una questione di bravura o di appoggi di questo o quel partito, nelle comunali quello che conta è la persona, non certo il simbolo o l'ideologia partitica. Forse è proprio questo il segno di un tempo che cambia, che sovverte le carte, le previsioni, o anche gli sciaccallaggi ove ve ne siano.
Lo vediamo a Norcia ove Giampaolo Stefanelli ha vinto non tanto per una appartenenza politica pecisa, ma per il suo valore personale, per la sua grande presenza fra la gente, per come è sempre stato disponibile fin dai tempi in cui il sindaco della città era Giampietro Angelini, che non riceveva necessariamente la popolazione in ufficio, ma parlava dei loro problemi tranquillamente ovunque, senza creare un muro da burocrate freddo e distaccato.
La gente vuole questo, l'uomo fra gli uomini e non il sindaco dietro la scrivania.
Fra una settimana avremo la risposta al grande quesito, chi governerà con buon senso, trasparenza, amore e passione Spoleto?
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