Scenografia Parravicini
Con il termine Scenografia Parravicini si intende un prestigioso laboratorio di scenografie per il Teatro, di grande successo che prende avvio dall'attività di scenografo di Angelo Parravicini e che crea e sviluppa il figlio Camillo a Roma. Angelo Parravicini è uno Scenografo italiano nato a Milano nell'anno 1868 e morto nella stessa città il sei aprile 1925.
Ebbe come maestri G. Mentessi e Carlo Ferrario.
Fu attivo al Teatro alla Scala di Milano per il periodo dal 1898 al 1916 ma anche all'Opéra di Paris, e i teatri di Buenos Aires e New York.
Sua prima scenografia sarà il 13 Giugno 1885, al Teatro Nazionale di Torino nell'opera buffa "Un milioncino" di Antonio Restano, di cui Angelo Parravicini sarà anche autore del libretto.
Poi il 26 Dicembre 1899 per la prima rappresentazione nel Teatro alla Scala di Milano di "Sigfrido" di R.Wagner in cui inizierà una longa collaborazione con Vittorio Rota, C.Songa, Luigi e Mario Sala.
Al Teatro alla Scala realizzeranno le scenografie per Eugenio Onegin, Tristano e Isotta, Mefistofele, Il Trovatore, Siberia di U.Giordano, Salomè, Pelléas et Mélisande, Elektra, Medea.
Il 29 Dicembre 1912 per la prima rappresentazione al Teatro alla Scala di Milano de "La fanciulla del West", di Giacomo Puccini, su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini ad Angelo Parravicini verrà affidata esclusivamente l'intera scenografia. Nel 1913 inizierà una collaborazione con Antonio Rovescalli, nel 1922 con Alfred Roller.
Camillo Parravicini era nato a Milano nel 1902.
E' stato uno dei più grandi disegnatori di scena del ventesimo secolo dando un grande impulso a questo settore.
Fu per molti anni il bozzettista della Scala di Milano e direttore della Società milanese del disegno per le scene. Nel 1922-1923 lavorà con Augusto Carelli al Teatro Costanzi di Roma. Nel 1927 disegnò le scene per il Francesca da Rimini per il Teatro di d'Annunzio. Iniziò la sua carriera come disegnatore delle scene del Teatro dell'Opera Reale di Roma.
Dal 1928 inizierà a siglare da solo le proprie scenografie.
Camillo creerà un grande laboratorio, la ”Scenografia Parravicini” in cui egli stesso sarà ideatore ed esecutore delle scenografie commissionate seguendo tutto il processo, dal bozzetto alla scena finita. Oltre alla cura dell'intero processo produttivo della scena, la Scenografia Pallavicini avrà la caratteristica di creare la classica scena detta all'Italiana con scene dipinte “a pennello lungo” che assicurano una perfetta visione prospettica. Le tele vengono armate ossia rinforzate in modo che tengano e calate dall'alto durante lo spettacolo assicurano il coinvolgimento massimo degli spettatori nell'ambiente ricreato anche in virtu dell'utilizzo di una appropriata illuminazione.
Le scene create da Camillo appartengono al grande “Verismo pittorico” ricreando le scene ideali previste dalgli autori del melodramma a partire dagli ambienti barocchi, continuando per i classici e per finire su quelli più moderni, veristi.
Il 3 Maggio 1930 siglerà la prima rappresentazione al Teatro alla Scala di Milano di "L'amico Fritz", di Pietro Mascagni, su libretto di Nicola Daspuro, il 24 Giugno 1930 la prima rappresentazione nel Teatro Reale dell'Opera di Roma di Marta di Friedrich von Flotow, il 1 gennaio 1935 la prima rappresentazione, in occasione del Centenario della morte del compositore, al Teatro Reale dell'Opera di Roma di "Il pirata" di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, il 16 Gennaio 1935 la prima al Teatro alla Scala di Milano di "Nerone" di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti, il 24 Marzo 1937 la prima rappresentazione al Teatro Reale dell'Opera di Roma di "Lucrezia" di Ottorino Respighi su libretto di Claudio Guastalla, il 7 Agosto 1937 la prima rappresentazione alle Terme di Caracalla di Roma della "Tosca" di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, il 30 Aprile 1938 la prima rappresentazione al Teatro alla Fenice di Venezia di "Elektra" di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, il 14 Maggio 1938 la prima rappresentazione al Teatro alla Fenice di Venezia di "Débora e Jaèle" di Ildebrando Pizzetti. Quindi siglerà fino al 1978 tutte le migliori produzioni della Capitale.
Il 29 Dicembre 1956 la prima rappresentazione al Teatro dell'Opera di Roma di "Amelia al ballo" di Gian Carlo Menotti, con la scenografia di Veniero Colasanti, John Moore e Camillo Parravicini, il 21 Aprile 1960 la prima rappresentazione al Teatro dell'Opera di Roma della "The Medium" di Gian Carlo Menotti con la regia dello stesso compositore, il 15 Maggio 1964 la prima rappresentazione al Teatro alla Fenice di Venezia del "L'ultimo selvaggio" di Gian Carlo Menotti, con la regia del compositore stesso e la scenografia di Lorenzo Ghiglia, Antonio Orlandini, Mario Ronchese e Camillo Parravicini.
Nel Marzo 1972 curerà le scenografie per la Tosca di G.Puccini al Théatre du Casino di Montecarlo.
Con la diffusione del Cinema per Cinecittà realizzerà scene e fondali dipinti vari.
L'attività della Scenografia Parravicini andrà dal 1930 al 1969.
Camillo Parravicini muore nell'anno 1978 e con egli scompare la concezione della scenografia incentrata nella impostazione scenotecnica minuziosa, che ha come riferimento il rigoroso ricorso alla prospettiva.
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