A QUANTO PARE PARE PROPRIO DI SI'.... E CHI CI PERDE INVECE? FORSE IL LETTORE STESSO CHE DOVREBBERE PRETENDERE SOLO QUALITA' DALL'INFORMAZIONE. DEL RESTO NEGLI ULIMI ANNI, CI SIAMO SEMPRE PIU' ABITUATI AD UN GIORNALISMO URLATO E UTILIZZATO IN MODO SFACCIATAMENTE POLITICO, PERDENDO A VOLTE LA BUSSOLA E IL SUO VERO VOLTO DI AUTENTICO GARANTE DI VERITA' E DI DISTACCATO OSSERVATORE DEL TERRITORIO.
IN ITALIA DALLE ALPI ALLE PIRAMIDI E DAL MANZANARRE AL RENO DI PROBLEMI DI ABBIAMO A IOSA, UNO STIVALE PARI AD UNA GRANDE FETTA DI GRUVIERA PIENA DI BUCHI, MA QUELLO CHE HA ORMAI POLARIZZATO L'ATTENZIONE, E' LO SCANDALO ULTIMO, VERO O PRESUNTO, CHE RIGUARDA IL CAVALIERE. Non passa giorno che la battaglia politica fra governo e opposizione non finisca a titoli cubitali sulla stampa, e chi più ne ha più ne metta, non sarà tutto buono o tutto giusto, ma la critica al presindere ha davvero stancato anche gli antiberlusconiani più accaniti.
Dalla politica gli italiani attendono da anni, solo risposte serie e concrete ai loro problemi, e invece di entrare in problematiche sociali vere e profonde, si creano gossip, faccenducce che non molto tempo fa avrebbero trovato spazio su Cronaca Vera o su Stop, mentre oggi campeggiano sui giornali che, tra l'altro, godono anche di sussudi pubblici oltre a costar almeno un euro nei migliori casi.
La querelle imperversa e gli editori rimpinguano le casse, ma in realtà a furia di picconate la categoria dei giornalisti si trova a domandarsi quanto sia giusto arrivare a punti estremi senza ritorno, dove tutti possono, dietro la scusa dell'opinione, tentare di denigrare questo o quel politico e anche perchè, troppo spesso, vengono adottati due pesi e due misure per valutare azioni che sono praticamente identiche, solo provenienti da scuola di pensiero diverso.
Non è facile capire quale sarà ad esempio la decisione di Boffo che ottiene la solidarietà del mondo della chiesa e che comunque in maniera molto velata, viene invitato da qualcuno a dimettersi. Come condannare Vittorio Feltri del resto, che a tanto moralismo decantato e sottolineato, si è sentito in dovere di rispondere con un attacco frontale ad un collega direttore, che ormai da tempo attacca con veemenza il Premier attraverso lezioni di morale che francamente pensiamo, lasciano il tempo che trovano!
Bisogna fare un pò tutti un passo indietro e non parlare a caso della libertà di stampa, ma cercare di seguire un codice etico che esiste e che dovrebbe portare a tutelare sempre la persona, chiunque essa sia, evitando di sbattere in prima pagina chi non ci è simpatico o forse, sta semplicemente tentando di riempire alcuni di quei buchi, dell'immensa gruviera italica, che bisogna inderogabilmente di grandi riforme, meno chiacchiere e di tanta gente, che cominci a fare i conti come si deve prima il casa propria e poi, all'occorrenza, regalare perle di saggezza agli altri...!
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