Il divieto ad impiantare nuovi vigneti di Sagrantino doc rimarrà
fino alla fine della campagna viticola 2011/2012. Lo ha stabilito la
Giunta della Regione Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura
Carlo Liviantoni, venendo incontro alla richiesta avanzata dal
Consorzio dei produttori di Montefalco alla luce della crisi di
mercato, accentuata dalla recente recessione economica.
In questo modo la Giunta ha deciso di prorogare per altri tre
anni il provvedimento di sospensione della deroga al trasferimento dei
diritti di reimpianto per la produzione del vino Docg Montefalco
Sagrantino, provvedimento assunto nel 2005, che sarebbe giunto in
scadenza a conclusione della campagna 2008/09.
La crisi del Sagrantino, dicono dall’assessorato regionale, ha
provocato un accumulo di giacenze nei magazzini delle imprese
produttrici, con conseguenti problemi di bilancio e finanziari, indotti
dalla riduzione dei flussi di cassa e dalla difficoltà di stoccaggio.
Si è assistito ad una impressionante riduzione del prezzo delle uve,
calato dagli oltre 250 euro/quintale del 2002 agli attuali 60-70
euro/quintale. La produzione di Sagrantino, secondo i dati del
Consorzio dei produttori, è passata dai 5mila 122 ettolitri del 2002 ai
18mila 979 del 2006 (che, in bottiglie immesse sul mercato, vuol dire
un aumento da 682mila a 2 milioni e 500mila), mentre il principale
mercato di riferimento è rimasto quello regionale, dove viene ancora
venduto il 60 per cento del vino prodotto.
La Giunta regionale si è riservata il diritto di modificare il
provvedimento, nel caso cambino le condizioni che lo hanno ispirato.