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FOLIGNO
sabato 5 settembre 2009
PALIO DI RIVINCITA QUINTANA- UGO NESPOLO SVELA I SEGRETI DELL’OPERA
fonte: ENTE GIOSTRA QUINTANA

L’artista Ugo Nespolo svela i segreti dell’opera.

Amore o potere?
A palazzo Trinci la disputa fra avvocati e professori. La sentenza e’ l’indizione della giostra.

La tecnica è quella di un arazzo moderno, il soggetto è quello che riconduce immediatamente alla sfida cavalleresca di Foligno. E’ stato presentato a palazzo Trinci, nella sala Sisto IV il Palio della Giostra della Rivincita firmato dall’artista Ugo Nespolo. Sono stati proprio l’artista ed il presidente dell’Ente Giostra della Quintana, Domenico Metelli a togliere il drappo rosso che copriva l’opera, al termine del vero e proprio dibattimento processuale (“semiserio”, come avvertiva il sottotitolo di presentazione dell’appuntamento al Trinci) tra avvocati e professori, la cui sentenza altro non è stata che l’indizione della Giostra della Quintana da parte del presidente della corte, Metelli, per domenica 13 settembre al “Campo de li Giochi”. E al vincitore andrà proprio il Palio di Ugo Nespolo (che per la Quintana ne ha già firmato uno nel 1991). La sua opera è nata da un tradizionale bozzetto, poi elaborato il computer per tramutarla in immagine digitale che è stata quindi utilizzata da una particolarissima attrezzatura (difficile peraltro da manovrare, ovviamente da parte dello stesso artista) che dà corpo al disegno ai suoi colori trasformandoli in intrecci di filato. Il risultato è quello di una tessitura che si rivela arazzo. Il Palio raffigura un cavaliere in carriera in una policromia che lo rendono vitale ed affascinante. Quando è stato tolto il drappo che lo copriva, in sala si sono avuti applausi e commenti favorevoli. Sul Palio di solito i quintanari sono esigentissimi.
E di certo il dibattimento fra avvocati e professori che ha preceduto la presentazione del Palio è stato qualcosa di assolutamente originale e divertente: di fatto si è trattato di un processo che ha ruotato intorno al solito dilemma quintanaro: meglio l’amor della Dama perché la donna è superiore all’uomo; o meglio il favore del Principe perché comunque l’uomo è superiore alla donna? Dilemma reale, perché nel 1613 fu proprio questo a “stimolare” l’indizione della Giostra a cui fa riferimento la Quintana attuale. La scena è stata ricostruita dalla professoressa Anna Maria Rodante e dal Comitato scientifico dell’Ente Giostra della Quintana ed ha avuto come protagonisti gli avvocati Giovanni Picuti e Cesare Augusto Mazzoli (che sostenevano la tesi secondo cui la donna è superiore all’uomo) avendo come testimone l’assessore Elisabetta Piccolotti; e dall’avvocato Domenico Benedetti Valentini e dal professor Roberto Segatori che sostenevano la tesi opposta, avendo come testimone l’assessore Rita Zampolini. A giudicare il tutto la corte composta dal presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli e dai magistrati dell’Ente. LA conclusione? Una sentenza che ovviamente dà appuntamento al Campo per la tenzone cavalleresca. I cavalieri giostreranno cinque a favore dell’uomo e cinque a favore della donna.

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