È Enrico Presilla il nuovo direttore responsabile della “Gazzetta di
Foligno”, storico settimanale della Diocesi di Foligno. Ad annunciarlo,
in una conferenza stampa indetta stamattina presso l’Istituto
Missionario dei Padri Dehoniani, il vescovo di Foligno monsignor
Gualtiero Sigismondi. Enrico Presilla, 34 anni impiegato al Ministero
del Lavoro e presidente dell’Istituto San Carlo di Foligno, succede a
don Germano Mancini che si era dimesso dall’incarico il 15 luglio
scorso, dopo 30 anni di servizio tra le pagine del settimanale fondato
nel 1886 da monsignor Michele Faloci Pulignani. Ad affiancare Enrico
Presilla ci sarà un direttore editoriale: il professor Antonio Nizzi,
docente di Storia e Filosofia al Liceo Classico “Federico Frezzi” di
Foligno.
La nuova “Gazzetta” potrà inoltre contare su una rinnovata
redazione: Guglielmo Tini e Mauro Pescetelli (docenti di lettere) che
si occuperanno del settore cultura e comunicazione); Anacleto Antonini
(insegnante di religione) e Francesco Bovi (docente di filosofia) che
avranno il compito di raccontare la vita della Diocesi; Giuliana
Barbini e don Giovanni Zampa che approfondiranno il rapporto
chiesa-società; don Carlo Maccari e Villelmo Bartolini (imprenditore e
capo scout) che assicureranno un’analisi rivolta ai problemi etici e
sociali sul territorio. Faranno inoltre parte della redazione i teologi
mons. Dante Cesarini e don Sergio Andreoli. Ci sarà anche il giovane
Fabio Massimo Mattoni del Sinodo dei Giovani. La “Gazzetta” potrà
inoltre contare su alcuni storici collaboratori. Durante la conferenza
stampa di presentazione del nuovo assetto redazionale, il vescovo di
Foligno monsignor Gualtiero Sigismondi nel suo intervento (di cui si
allega intervento integrale) ha sottolineato come il punto di forza
della rinnovata “Gazzetta” sia il volontariato. Il neo direttore
responsabile Enrico Presilla espresso gratitudine ed entusiasmo per il
nuovo incarico e affermato che il rinnovato settimanale diocesano sarà
“luogo d’incontro e di confronto sul territorio, nella ricerca della
verità”. Il direttore editoriale Antonio Nizzi che ha definito la nuova
“Gazzetta” “un ponte tra Chiesa e città”, “una voce libera e critica
che si impegnerà ad offrire un punto di vista cristiano per la crescita
di Foligno, nel rispetto della pluralità”.
Il settimanale della Diocesi di Foligno torna in edicola il 13
settembre prossimo, dopo oltre un mese di pausa necessaria alla
riorganizzazione del giornale. Si presenterà ai lettori con un nuovo
formato e una nuova veste grafica: formato tabloid, più piccolo
rispetto al precedente e stampa su carta riciclata. La sede della
redazione sarà in piazza Faloci Pulignani, presso la Curia Vescovile di
Foligno.
BREVE CURRICULUM NUOVI DIRETTORI
ENRICO PRESILLA: folignate, 34 anni, sposato, una figlia. Laureato
in Scienze Politiche, dipendente del Ministero del Lavoro come
ispettore del lavoro, già collaboratore della “Gazzetta di Foligno”,
attuale presidente dell’Istituto San Carlo di Foligno, associazione
culturale diocesana.
ANTONIO NIZZI: folignate, 58 anni, sposato, due figli. Docente di
Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “Federico Frezzi” di
Foligno, impegnato all’Università di Perugia. è stato collaboratore
della “Gazzetta” dal 1968 al 1985.
+ Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno
“Se dovessimo riguardare l’esito infelice che hanno ai giorni
nostri i diversi giornali politici e non politici che si pubblicano
nelle nostre piccole città, noi certamente non dovremmo prender la
penna per iniziarne uno nuovo”. Traendo spunto da questa sottolineatura
– attualissima! –, compiuta il 2 gennaio 1886 da mons. Michele Faloci
Pulignani ne Il Giornale di Foligno, la Gazzetta volta pagina. Sono
consapevole della responsabilità di questo compito, che mi sono assunto
“senza sottintesi”, a seguito delle dimissioni di don Germano Mancini,
a cui rinnovo il mio grazie più sincero per il prezioso e generoso
servizio, svolto per lunghi anni.
La pausa estiva che il settimanale diocesano è solito prendersi è
stata necessariamente più lunga, ma è diventata occasione preziosa di
discernimento e di nuova progettualità, non solo per trovare un nuovo
assetto redazionale, ma anche per far emergere la linea editoriale da
seguire: quella del “rinnovamento nella continuità”. La prima novità che la Gazzetta offre ai lettori è quella
assicurata dalla redazione, che ha come direttore responsabile il dott.
Enrico Presilla e come direttore editoriale il prof. Antonio Nizzi. A
loro esprimo la mia riconoscenza per aver accolto, senza paura e senza
calcoli, questo delicato servizio. La scelta di due direttori segue la
linea della sinodalità, cioè del “camminare insieme”, poiché “ogni
volta che si annulla l’avverbio insieme, si annulla anche il verbo
camminare”.
Al dott. Presilla e al prof. Nizzi è affidato il compito di
coordinare la nuova redazione della Gazzetta, composta da persone molto
diverse, per competenza e provenienza, ma legate da una forte passione
ecclesiale e dal desiderio sincero di mettere a disposizione del
settimanale diocesano il proprio tempo, la propria professionalità, il
proprio punto di vista qualificato. Ciò che accomuna l’intera redazione
è il volontariato; a prima vista, questo, potrebbe sembrare un punto
debole, in realtà è un punto di forza. Il volontariato, nelle sue
diverse forme, è una scuola di vita che educa alla solidarietà e alla
disponibilità, a dare non semplicemente qualcosa, ma se stessi. Non c’è
professionalità che possa prescindere dal mettere a disposizione tanto
le proprie competenze quanto la propria vita, a partire dal proprio
tempo libero, di cui tutti siamo avidi custodi.
Alla redazione viene affidato il compito e la responsabilità di
fare della Gazzetta non l’agenda dell’editore e, tanto meno, la bacheca
dei fatti di cronaca locale. Il settimanale diocesano intende
distinguersi, nel panorama dei giornali locali, sia come luogo di
confronto dei fedeli, sia come spazio di incontro con coloro che vivono
ai margini o al di fuori della vita ecclesiale. Coltivare questa
apertura, attraverso una consapevole scelta dei contenuti ed una
particolare attenzione al linguaggio e allo stile della comunicazione,
è un compito a cui la Gazzetta non si è mai sottratta, ma vuole
continuare a farlo facendo emergere i punti di tangenza, prima ancora
dei punti di divergenza. In altre parole, il settimanale diocesano,
senza rinunciare alla denuncia, dovrà dimostrarsi sempre propositivo,
sapendo porre all’attenzione dei lettori soprattutto i temi trascurati
dagli altri giornali. La Gazzetta, in particolare, non mancherà di
esprimersi, con voce autorevole, autonoma e libera, sulle questioni
concrete, senza lasciarsi etichettare da alcuno schieramento; se vi
sarà una parte dalla quale stare, dovrà essere quella degli ultimi!
La nuova veste editoriale investe, necessariamente, la grafica,
l’impaginazione e la stampa del settimanale. Non si tratta di
un’operazione di cosmesi, ma di una precisa scelta editoriale, che
intende dare più spazio all’analisi delle notizie, piuttosto che alla
cronaca. Questa scelta si impone anche per il fatto che la Gazzetta è
un periodico; in un’epoca di informazione veloce, il settimanale
diocesano non può gareggiare con gli altri media: quello che manca è il
commento, l’opinione, l’approfondimento, la riflessione critica.
“Prendere il largo, puntando in alto”: questa è l’unica
indicazione che affido alla nuova redazione della Gazzetta, che nutre
l’ambizione di stabilire uno stretto collegamento con il settimanale
d’informazione regionale La Voce. La sfida è grande, ma altrettanto
forte è la coesione che ho registrato sulla necessità di voltare
pagina, “senza sottintesi e senza paure”. |