SPOLETO, BELLA, TRANQUILLA, VIVIBILE....MA ALLORA PERCHE' TANTE LAGNANZE DA PARTE DI MOLTI LETTORI?
ABBIAMO PENSATO BENE DI FARE UN GIRO PER LA CITTA' E RACCOGLIERE GLI UMORI CHE NON SONO SEMPRE NEGATIVI, MA OFFRONO, SPUNTI DI DISCUSSIONE E CERTAMENTE DI RIFLESSIONE.
ALLA DOMANDA DI COSA MANCA ALLA CITTA', CI E' STATO RISPOSTO: IL CUORE... E ABBIAMO VOLUTO CAPIRE COSA SI INTENDESSE DIRE...CI HA ILLUMINATO UNA SIGNORA, NON PIU' GIOVANISSIMA MA ESTREMAMENTE LUCIDA, CHE CI HA DETTO SEMPLICEMENTE: UNA VOLTA IL CENTRO STORICO DI SPOLETO RAPPRESENTAVA IL PUNTO DI ARRIVO DA QUALSIASI LATITUDINE, ORA TROPPE PIAZZE, PIAZZETTE, CENTRI COMMERCIALI, HANNO CREATO UNO STRAPPO FORTE CON LA PIAZZA, INTESA QUALE LUOGO DI AGGREGAZIONE SOCIALE DI E PER TUTTI. Se da una parte è giusto che l'aggregazione avvenga Iin luoghi preposti, vicino alle proprie abitazioni, eppur vero che tanti punti diversi, distraggono da una concentrazione verso un luogo cittadino preciso come era il cuore di Spoleto, per noi che vivevamo poco fuori delle mura urbiche. Andare dentro la città era il sogno giovanile, era il modo per incontrare tutti, ora è tutto cambiato, il centro storico per noi anziani specialmente è divenuto quasi inacessibile per via dei parcheggi che ci obbligano a camminare tanto prima di raggiungere corso Mazzini ad esempio, quindi si rinuncia a fare quella che era la passeggiata domenicale, ancora meno ci prende la fantasia, durante la settimana, dove per fare anche solo la spesa, c'è una tale offerta commerciale, che in ogni angolo è possibile andare a comprare quello che occorre."
Incontriamo dei giovani nel nostro cammino e chiediamo a loro come vivono la città e se sono felici di abitare nella splendida Spoleto. "La cittadina è grande come territorio, ma piccola nel senso provinciale del termine, dice Martina, non ci offre molto, non abbiamo un cinema multisale, spesso dobbiamo andare nella vicina Foligno, ci sono tanti locali ma spesso le novità le troviamo a Perugia e non parliamo delle discoteche che per forza di cose, ci vedono sempre alla ricerca di gruppi di amici per andare fuori da questo ambito". "Troppo criticoni gli spoletini in generale, la città non si è evoluta, ancora è difficile accettare un bieco provincialismo che cozza con noi che frequentiamo l'Università a Roma, dove non ti si fila nessuno, e poi, tornare a casa e sentirsi sempre gli occhi addosso di chi ti fa le lastre......!"
Continuando nel nostro itinerario cittadino, incontriamo le mamme che portano i piccoli ai giardini ed anche a loro, rivolgiamo le nostre domande sulla vivibilità della cittadina.
Marcella, mamma di due splendide bambine, ci risponde che è felice di vivere a Spoleto ora che le figlie sono piccole, ma è preoccupata per il loro futuro, visto che il mondo del lavoro e dell'istruzione, obbliga poi a prendere delle decisioni, come quella di doversi spostare fuori città per studiare e per trovare una occupazione.
Altre storie ed altre riflessioni abbiamo raccolto e che pubblicheremo in una prossima mini inchiesta, certo è che la cittadina è cresciuta non in modo raccolto, ma perdendo quasi la sua identità, disperdendo il suo CUORE in tanti quartieri nuovi, lasciando deperire un centro storico che si è svuotato e svilito. Nella progettazione del futuro della città, negli scorsi anni non c'è stata una visione lucida del mondo che cambiava e oggi, ne pagano le spese gli stessi abitanti che vorrebbero avere a disposizione magari meno centri commerciali e piu' centri aggregativi, sedi Universitarie distaccate, dove studiare senza caricare le famiglie di oneri a volte troppo pesanti da sopportare. Servizi ludici e sportivi al passo con i tempi, e va detto, che anche una crescita culturale dell'intera popolazione con l'apertura verso il mondo esterno che aiuterebbe a superare quel dice che pare che dice...., dove la maldicenza e la cattiveria trova sempre posto, ristagnando e creando danni enormi. In buona sostanza, le piccole realtà come Spoleto che avevano visto anche attraverso i soli quindici giorni del Festival Menottiano, i fremiti importanti di mondi esterni e di possibilità di crescita culturale e di dinamismo, divenendo poli importanti di attrazione per grandi nomi di tutto il mondo, non si sono mai conciliati con una sorta di assoluto modo apatico di farsi scivolare tutto addosso. Il progetto di una città che si riappropria di spazi condivisibili importanti, deve vedere oggi protagonisti proprio quei giovani che come dice Martina, sentono un'infelicità crescente visto che a organizzare e governare la città fino ad oggi, non c'è stata la visione moderna per i posteri, ma una ristretta progettazione quasi quotidiana, che obbliga oggi i giovani a cercare altrove, ciò che invece con un'armonica e dovuta progettazione mirata, avrebbero dovuto trovare tranquillamente nella propria città. Spoleto è amata dai turisti che la scoprono incantevole e ricca di fascino, ma questo grazie a chi nella storia l'ha fatta grande e monumentale, ora tocca a chi la governa, nel suo totale, a renderla migliore anche per chi la vive!
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