Dal nostro inviato GILBERTO SCALABRINI
Tanta gente, giornata soleggiata e un po’ di vento, all’apertura
della XI edizione dei primi piatti d’Italia. I 16 villaggi del gusto sono dislocati
fra i palazzi storici, i chiostri e le strade di Foligno. Nell’antico
chiostro di san Giacomo, l’antico pastificio rosetano Verrigni. Il
titolare, Gaetano e sua moglie Francesca accolgono gli ospiti con
grande simpatia,come sanno fare gli abbruzzesi veraci. Gaetano Verrigni
–anzi il pastaio Gat- come lo chiama sua figlia Sandrina in un
“racconto” che troviamo dietro alle confezioni di pasta dalle tipologie
tradizionali ai formati “giganti”, è come il capitano di una nave che
solca a vele spiegate, senza paura, e con il piglio di chi va per mare
da oltre un secolo (compie 110 anni l’attività del pastificio) le onde
di un mercato d’eccellenza. «Curiamo da circa due anni –dice- la produzione di grani
abruzzesi selezionati provenienti da terreni di nostra proprietà tra
Roseto degli Abruzzi e Pineto, ulteriore garanzia di qualità che ciper
mette di controllare l’intera filiera produttiva».
La novità?
Allar ga le braccia Gaetano Verrigni: «Ho voluto sperimentare con
successo una nuova tecnica per la lavorazione dell’impasto, utilizzando
per la prima volta in assoluto la trafilatura in oro. A differenza di
quella tradizione, questo tipo di lavorazione conferisce alla pasta una
consistenza diversa, nuova e più ricercata».
E’ nato così lo “spaghettoro”e il ”fusilloro” a cui il nobile
metallo conferisce una sottile dolcezza, come se uscisse dalla mattera
della nonna, rispetto a quella trafilata in bronzo che resta più
“rugosa”.
La pasta Verrigni si trova nei migliori ristoranti stellati e nei
negozi di specialità gastronomiche. E Sandrina scrive: “La ricetta si
tramanda di padre in figlio ed ora è di papà”.
Intanto sono tornati nella città della Quintana anche gli Chef dei
Master in Primi Piatti e “A tavola con le Stelle”, che fanno lezione di
alta cucina, tra spettacolo, creatività e degustazioni. Si stima che
questo festival richiamerà oltre 200mila persone. «Pasta secca, ripiena, tortellini, lasagne, ravioli, riso,
polenta, zuppe e minestre. Un appuntamento –dice il presidente
dell’Epta,Roberto Prosperi- volto a promuovere la cultura tutta
italiana del primo piatto, tutelarne l'immagine e divulgare corrette
informazioni sulla sua straordinaria ricchezza nutritiva. La
valorizzazione della cultura gastronomica italiana e l'attenzione alla
sostenibilità ambientale sono due dei punti di forza di questa
edizione».
Per domani e domenica si prevede tanta gente, grazie anche al tempo che regge. |