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giovedì 22 ottobre 2009
LA DOLCE STORIA DEL PANETTONE
fonte: Francesco Carossa

La leggenda narra che il nobile Ugo degli Atellani, falconiere di Ludovico il Moro, innamorato della bella Adalgisa, figlia del panettiere Toni, per stare accanto alla sua amata, vestisse di notte i panni da garzone. Le vendite del forno di Toni, situato in in corso Magenta a Milano, in quel periodo erano in ribasso, poiché lì accanto aveva aperto una nuova bottega, che stava portando via tutti i clienti a Toni.

Il giovane Ugo decise allora di rubare una coppia di falchi al Moro e di venderli per comprare del burro. La notte, mentre impastava i soliti ingredienti per il pane, aggiunse al preparato anche tutto il burro acquistato. Il giorno successivo la bottega fu letteralmente presa d’assalto, si cominciava già a favoleggiare del pane più buono di Milano. Nei giorni successivi altri due falchi vennero sacrificati per l’acquisto di altro burro e di un po’ di zucchero da aggiungere all’impasto del pane. Milano impazziva per il “pane speciale” del Toni.

Sotto le feste di Natale, Ugo diede un ultimo tocco alla ricetta, aggiungendo uova, pezzetti di cedro candito e uva sultanina. Tutta Milano, in quei giorni prima di Natale, transitò dalla bottega per comprare quello che già tutti chiamavano “pangrande” o “pan del Toni” (da qui il termine panettone), da servire in tavola il giorno di Natale. Toni divenne ricco e i genitori di Ugo, ostili al suo fidanzamento con Adalgisa, non ebbero più da lamentarsi e così, come ogni fiaba che si rispetti, i due giovani si sposarono e vissero felici e contenti.
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