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FOLIGNO
martedì 2 febbraio 2010
ASSOCIAZIONE INNAMORATI DEL CENTRO E COLLEGIO ARTI E MESTIERI DI PERUGIA INSIEME CONTRO UN’ALTRA LEGGE ANTI-CENTRO
fonte: COMUNE DI SPOLETO

L’applicazione della direttiva europea Bolkestein in materia di liberalizzazione dei servizi nel mercato interno, ha preoccupato le principali associazioni dei centri storici umbri e da qui è nato un asse tra l’Associazione “Innamorati del Centro” di Foligno e il Collegio “Arti e Mestieri” di Perugia, sua gemella.
In un incontro entrambe le associazioni hanno espresso le loro preoccupazioni perché, se il consiglio regionale dovesse applicare la direttiva senza dettarne un regolamento limitativo, si rischierebbe una liberalizzazione selvaggia della grande distribuzione.
In ballo ci sono già una ventina di domande presentate che riguardano molti comuni umbri per l’ampliamento e l’apertura di nuove grandi superfici di vendita, una ulteriore stangata alle attività commerciali dei centri storici. Infatti, se a livello nazionale la presenza della grande distribuzione è di 170 metri quadrati per abitante, in Umbria il valore sale a 270 metri quadrati e nella provincia di Perugia si raggiungono i 710 metri quadrati pro capite e, nella classifica nazionale, l’Umbria è al terzo posto dopo Lombardia e Veneto per sviluppo della grande distribuzione in rapporto con la popolazione. In un incontro svoltosi sabato mattina, 30 gennaio 2010, i presidenti delle associazioni hanno sottolineato che, se da un lato la direttiva EU impedisce di opporre vincoli quantitativi, è “sulla qualità” che con una normativa adeguata la regione può governare il territorio in maniera sensata, senza continuare a danneggiare il commercio locale depauperando al tempo stesso il tessuto vitale dei centri storici.
Pertanto, accanto alla legge che percepisce la cosiddetta direttiva Bolkestein, serve una moratoria che ne limiti l’efficacia ed imponga precisi paletti entro cui liberalizzare (ciò che peraltro le regioni Marche e Toscana hanno fatto con una moratoria di dieci anni).
Se è vero che i processi economici devono per forza andare avanti, la capacità e la lungimiranza dei nostri amministratori locali deve essere quella di saper concertare e accompagnare pian piano la convivenza tra la piccola impresa commerciale e artigiana e la grande distribuzione e non permettere che quest’ultima finisca per impoverire e desertificare i bellissimi centri storici della nostra regione, che già soffrono fortemente per gli stravolgimenti degli ultimi anni.

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