L’applicazione della direttiva europea Bolkestein in materia
di liberalizzazione dei servizi nel mercato interno, ha preoccupato le
principali associazioni dei centri storici umbri e da qui è nato un
asse tra l’Associazione “Innamorati del Centro” di Foligno e il
Collegio “Arti e Mestieri” di Perugia, sua gemella.
In un incontro entrambe le associazioni hanno espresso le loro
preoccupazioni perché, se il consiglio regionale dovesse applicare la
direttiva senza dettarne un regolamento limitativo, si rischierebbe una
liberalizzazione selvaggia della grande distribuzione.
In ballo ci sono già una ventina di domande presentate che
riguardano molti comuni umbri per l’ampliamento e l’apertura di nuove
grandi superfici di vendita, una ulteriore stangata alle attività
commerciali dei centri storici. Infatti, se a livello nazionale la
presenza della grande distribuzione è di 170 metri quadrati per
abitante, in Umbria il valore sale a 270 metri quadrati e nella
provincia di Perugia si raggiungono i 710 metri quadrati pro capite e,
nella classifica nazionale, l’Umbria è al terzo posto dopo Lombardia e
Veneto per sviluppo della grande distribuzione in rapporto con la
popolazione. In un incontro svoltosi sabato mattina, 30 gennaio 2010, i
presidenti delle associazioni hanno sottolineato che, se da un lato la
direttiva EU impedisce di opporre vincoli quantitativi, è “sulla
qualità” che con una normativa adeguata la regione può governare il
territorio in maniera sensata, senza continuare a danneggiare il
commercio locale depauperando al tempo stesso il tessuto vitale dei
centri storici.
Pertanto, accanto alla legge che percepisce la cosiddetta
direttiva Bolkestein, serve una moratoria che ne limiti l’efficacia ed
imponga precisi paletti entro cui liberalizzare (ciò che peraltro le
regioni Marche e Toscana hanno fatto con una moratoria di dieci anni).
Se è vero che i processi economici devono per forza andare
avanti, la capacità e la lungimiranza dei nostri amministratori locali
deve essere quella di saper concertare e accompagnare pian piano la
convivenza tra la piccola impresa commerciale e artigiana e la grande
distribuzione e non permettere che quest’ultima finisca per impoverire
e desertificare i bellissimi centri storici della nostra regione, che
già soffrono fortemente per gli stravolgimenti degli ultimi anni.