Il segretario provinciale del Pd
di Perugia Alberto Stramaccioni si e' dimesso dall' incarico
informandone il segretario regionale Lamberto Bottini; ha
scritto una lettera in cui spiega le motivazioni, in
particolare dopo la decisione dell'assemblea del Pd di
riaprire i termini per lo svolgimento delle primarie del
partito in Umbria per la scelta del candidato alla presidenza
della Regione. Le primarie infatti si terranno domenica 7
febbraio. Stramaccioni ha rimesso il mandato alla Presidente
dell'Assemblea Provinciale Margherita Lezi. L'ex segretario
perugino afferma nella lettera resa nota da Umbrialeft,
giornale on-line della sinistra umbra, di non condividere,
''non per l'uso in se' di uno strumento di partecipazione
democratica come quello delle primarie, ma perche' e' stato
rifiutato il sostegno ad una proposta, che poteva essere
largamente condivisa ed era rappresentata dalla candidatura
del segretario regionale in carica del Pd (Bottini quindi -
ndr-). Una proposta dal carattere 'istituzionale' che avrebbe
evitato ulteriori conflitti e divisioni consentendoci di
affrontare nella maniera piu' unitaria possibile una
difficile competizione elettorale come quella per le elezioni
regionali del 28-29 marzo. Il gruppo dirigente del Pd
dell'Umbria, fortemente legittimato e rappresentativo,
perche' eletto dalle primarie del 25 ottobre 2009 - ha
scritto Stramaccioni - si e' dunque arreso. Non e' riuscito
ad esprimere una proposta unitaria, scegliendo cosi' le
primarie in stato di necessita' a pochi giorni dalla data
ultima per la presentazione delle liste. Desideri di
rivincita, trasformismi, logiche di gruppo hanno finito con
il prevalere sull'esigenza di coesione del Pd per un piu'
utile rapporto con l'insieme della societa' regionale. Il
rischio - ha concluso tra l'altro Stramaccioni - e' oggi
quello di approfondire ulteriormente i conflitti interni,
senza riuscire a prospettare credibilmente una nuova stagione
di riforme e di modernizzazione a tutte le componenti della
societa' regionale''. (Asca)