“La nostra disponibilità verso la stampa è massima, non abbiamo niente
da nascondere, la Provincia è una casa di vetro. Quando volete avere
notizie, telefonateci”. Cosi Giulio Cozzari Presidente della Provincia
di Perugia si è rivolto ai numerosi giornalisti che hanno
assiepato stamani, in conferenza stampa, la Sala della Partecipazione
del Palazzo di Piazza Italia per chiarire gli aspetti legati alle
recenti notizie uscite sulla stampa locale e relative al bilancio, alle
indennità e alla attività amministrativa dell’Ente. Presenti
anche il Vice Presidente dell’Ente Palmiro Giovagnola e l’Assessore al
bilancio Daniela Frullani. “Siamo in periodo preelettorale – ha
sottolineato il Presidente Cozzari - e questi sono storicamente
tumultuosi. La situazione è anche più convulsa del solito, visto lo
scenario sempre nuovo ed effervescente. Nel nostro Ente,
inoltre, la recente vicenda di ‘appaltopoli’ ci ha imposto scelte
coraggiose, ed è lì che pesa. Ai problemi che ci ha posto la
magistratura abbiamo dato risposte immediate: abbiamo perso 4
preziosissimi mesi legati alla vicenda di appaltopoli e adesso l’Ente è
in piena funzione. Ma ci sono interessi nascosti che cercano
di metterci in una luce che non ci appartiene. Le ipotesi sono due:
qualcuno ama infierire politicamente su di me perché, pur avendo il
senso delle istituzioni, sulle interpretazioni politiche e sul
senso di prospettiva, dico quello che penso oppure qualcuno vuole
mettere in ombra un’ Ente che è stato sempre in luce. Il
futuro prossimo non mi vedrà impegnato elettoralmente (sono alla fine
del secondo mandato e non ricandidabile) ma ho la consapevolezza e la
cultura politica di riconsegnare al meglio il testimone che mi è stato consegnato nel ’99. A maggio, eravamo capaci ed efficienti, adesso tutti ci si accaniscono contro. La
Provincia è un Ente fortemente correlato con la sua comunità e
fortemente presente nel territorio: a partire dalla edilizia
scolastica, le strade, i Centri per l’Impiego fino alle competenze
in materia ambientale su tutto il circuito idraulico. Un lavoro immane.
A chi ci rimprovera un numero eccessivo di dipendenti, rispondo che ne
mancano 200 per le cose da fare. Rispetto al personale vorrei prendere
in mano la situazione e ascoltare per vedere quale percorso
intraprendere. L’Ente ha bisogno di riacquistare immagine e
dignità perché sarebbe assurdo sperperare questa ricchezza e lasciarla
marcire in una situazione di incertezza. Sulla vicenda swap, non
corriamo rischi, perché ci siamo attestati in una condizione di maggior
garanzia”. Subito di seguito alcune precisazioni del Vice Presidente Palmiro
Giovagnola. “Fino a primavera – ha ribadito Giovagnola – eravamo un
Ente efficace ed efficiente, oggi invece saremmo diventati una barca
che non si sa se arriverà a riva. Tutto è iniziato con
‘appaltopoli’: l’Amministrazione provinciale è stata vittima di vere o
presunte malversazioni di 3 o 4 funzionari pubblici di un Ente che
conta 1100 dipendenti. Abbiamo affrontato l’emergenza e nominato
nuovi dirigenti di seconda generazione, intorno ai 35 anni, e per
questo non posso escludere che le recenti lettere anonime siano frutto
di chi aspirava alla nomina. In merito al buco di bilancio di 11
milioni, voglio precisare che non esiste e abbiamo approvato
l’assestamento 2008 in assoluto equilibrio. Per il 2009,
stiamo lavorando per un bilancio compatibile con la situazione
economica attuale di crisi generale, tendendo conto delle proposte e
delle richieste provenienti dai settori che normalmente sono sempre superiori alle disponibilità: la Giunta sta lavorando per renderle compatibili con il bilancio. Quest’anno
dovremo fare i conti con la crisi generale del paese che coinvolge
anche gli Enti Locali. Saranno 6 i milioni di euro per le strade (e non
3 come è stato scritto), verranno raddoppiati gli stanziamenti
per la manutenzione delle scuole, per cui la nostra attenzione è sempre
alta, e che l’anno scorso erano di circa 800mila euro. Abbiano spese
120 miliardi negli ultimi anni nel campo dell’edilizia scolastica per
la messa in sicurezza degli istituti. Se i Governi avessero
rifinanziato le leggi, avremmo tutte le scuole a norma. Saranno
a disposizione anche maggiori fondi per investimenti nel settore
dell’ambiente e anche per la crisi del Lago. Per quanto riguarda i
swap, va considerato che lo scenario cambia in un momento di
crisi come l’attuale. Ma va detto che ci abbiamo solo guadagnato ed
abbiamo provveduto anche ad accantonare dei fonti per eventuali perdite
che si potessero verificare. Sulle consulenze. Quelle vere in
Provincia sono solo due, hanno un costo di 150mila euro e termineranno
alla fine dell’anno. Sul fronte sindacati, i rapporti sono difficili.
Veniamo accusati di aver assunto troppi dipendenti, ma abbiamo
voluto stabilizzare un numero consistente di dipendenti. Se chi è già
tutelato non ha guadagnato qualcosa in più, questo è servito per
stabilizzare i precari. Quando si parla, poi, di promozioni
(progressioni verticali) per alcuni che meritano, il sindacato non si
accontenta e, invece di 6, ne vuole 300: è un’organizzazione che tutela
solo se stessa e non i lavoratori che dovrebbe rappresentare. Giusto
l’aumento del buono pasto, ma va verificata la distribuzione. Sulla
questione indennità, credo che, dato il nostro comportamento
trasparente, la Corte dei Conti potrà solo archiviare la pratica. Nel
caso dell’indagine sui telefonini, dove sono stati tutti assolti, poi
c’è stato un conto da pagare agli avvocati di 300mila euro. Chi
ne risponde? Non vorrei che tutto questo viene fuori perché fra sei
mesi ci sono le elezioni. Il sospetto è più che legittimo”. |