"Urbino non fu solo la città natale di Raffaello, ma
determinò in modo significativo la sua formazione, restando per tutta
la sua vita un punto di riferimento essenziale". Questi i presupposti
della grande mostra presentata oggi ad Urbino. Venti dipinti e
diciannove disegni originali, messi in rapporto alla pittura del padre
e di altri pittori vicini alla fase giovanile della sua formazione ad
Urbino.
Tutto questo è 'Raffaello e Urbino, la mostra in
programma dal 5 aprile al 12 luglio 2009 nella Galleria delle Marche
del Palazzo ducale. Un evento di rilievo internazionale, che, anche
grazie a numerosi documenti finora non pubblicati, aiuterà a ricondurre
la prima formazione di Raffaello alla grande cultura espressa dalla
corte Urbinate.
Esaminando il contesto urbinate, dalla fine degli
anni Settanta a tutti gli anni Ottanta del Quattrocento, viene
ricostruito l’ambito artistico-culturale in cui si formerà il giovane
Raffaello e nel quale opera il padre, Giovanni Santi, pittore dei duchi
e letterato, che è a capo di una ricca e fiorente bottega, oltre che
autore della famosa Cronaca nella quale esprime importanti giudizi sui
pittori a lui contemporanei.
Una sezione della mostra è inoltre dedicata al
rapporto dell’opera di Raffaello con la più importante produzione del
ducato di Urbino, la maiolica, basata sulle immagini raffaellesche, di
cui sono esposti esemplari antichi. Sarà visibile, per la prima volta,
un pezzo mai esposto, derivato direttamente da un disegno originale e
non da un’incisione di Raffaello, assieme a numerosi esempi fra i più
preziosi di questa produzione.
Promossa dal ministero per i Beni culturali, e
cofinanziata da Regione, Provincia e Comune e vari sponsor (per un
costo stimato in 1,5-2 milioni di euro) l’esposizione è curata dalla
soprintendente ai Beni artistici delle Marche Lorenza Mochi Onori. Nel
comitato scientifico figurano fra gli altri Linda Wolk Simon del
Metropolitan di New York, Carol Plazzotta e Tom Henry della National
Gallery di Londra (curatori della mostra su Raffaello tenutasi a Londra
nel 2004), Antonio Paolucci, Cristina Acidini.
Per la Mochi Onori si tratta del "primo tentativo
strutturato di mettere in relazione Raffaello con Urbino, non solo come
sua citta’ natale, ma anche come determinante nella sua formazione.
Urbino resta per tutta la sua vita un punto di riferimento essenziale
per l’artista, che continua infatti a firmarsi sempre come Raphael
Urbinas".
Fra le opere più significative esposte, ‘La
Resurrezione di Cristo’, in prestito da San Paolo del Brasile, ‘La
Sacra Famiglia con Agnello’ dal Prado di Madrid, e il ‘Busto di Angelo’
proveniente dalla Pinacoteca di Brescia. Nato nel 1483, Raffaello fu un
ragazzo prodigio, che assorbì prestissimo le tecniche apprese alla
bottega del padre e le suggestioni di un clima culturale che aveva come
epicentro il Palazzo Ducale con le sue collezioni d’arte. Anche dopo la
fama conquistata a Roma, resto’ legatissimo alla sua città, la ideale,
e a personaggi come Bramante, a Girolamo Genga e Timoteo Viti.
All’inaugurazione di ‘Raffaello e Urbino’ dovrebbero presenziare il
capo dello Stato Giorgio Napolitano e il ministro dei Beni culturali
Sandro Bondi.
La mostra proporrà anche 32 dipinti e dieci disegni
di pittori vicini al Sanzio, e una sezione dedicata alle maioliche
prodotte nel Ducato sulla base di immagini raffaellesche. Per la prima
volta verrà esposto al pubblico un pezzo inedito, derivato da un
disegno originale di Raffaello e non da un’incisione. I dipinti saranno
in prestito dai principali musei e collezioni del mondo: da Londra a
Roma e Firenze, da Madrid a Berlino.