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A SPOLETO
mercoledì 7 gennaio 2009
SPOLETO VISTA DALL’ALTO: DALLE ROTATORIE ALLA STAZIONE FANTASMA
fonte: SIMONE FAGIOLI


Il 2009 è appena arrivato e non vogliamo fare bilanci, né dare consigli, né tantomeno fare i moralisti ma solamente descrivere una serie di fatti che viviamo direttamente.

Con tale spirito, assumiamo il ruolo che solo ci compete, ovvero quello di semplici narratori della realtà.

In primis, la Città di Spoleto è ancora, fino a prova contraria e per intuizione del Maestro Gian Carlo Menotti, chiamato a Spoleto dall’Avv. Adriano Belli (amico di tanti musicisti del primo novecento, tra cui Lorenzo Perosi) la Città dei Due Mondi.

Crediamo che la Nostra Bella Città non si meriti una stazione a dir poco da “terzo mondo”. Per esempio, possiamo confermare che lo sportello servizi è quasi sempre chiuso e le tre biglietterie automatiche non sempre funzionano; i monitor Partenze-Arrivi sono sempre guasti e l’ambiente della stazione e quello circostante non è dei più accoglienti. E se poi pensiamo che per raggiungere una città come Perugia che dista appena 65 Km di tratta ferroviaria occorrono più di 60 minuti e che, con i nuovi orari in vigore per un anno, di mattina è possibile raggiungerla solo nelle ore comprese tra le 05.40-09.30, con una media di meno di un treno ogni ora, come può definirsi una città dei “Due Mondi”? Forse i pendolari dovranno raggiungere Perugia a piedi partendo due giorni prima, o meglio, in bicicletta contro possibili obesity taxes.

Per quanto riguarda le rotatorie, anche se è pur certo vero che chi costruisce le rotatorie non sa costruire le strade, come diceva il buon Napoleone Bonaparte, rimane il fatto che evitano le costosissime multe dovute al Photored e restano comunque il modo migliore e più usato in tutta Europa (ricordiamo, ad esempio, le prime rotatorie costruite ormai quasi vent’anni fa sia a Parigi, sia a Londra) per dirigere ed ordinare il traffico in luoghi dove si intrecciano moltissime strade. Siamo convinti che il modello ideale di rotatoria per la città sia quella del Pavone, che effettivamente ha ridotto il traffico e che non crea disagio ai camions-autotrasporti.

Concludiamo con una panoramica sul problema “centro storico di Spoleto”. Sembra strano ma nella Nostra città il centro storico, nel corso degli anni, è divenuto un problema così grave che ha dato origine a numerosi contrasti politici e a varie controversie tra amministrazione pubblica, commercianti e cittadini. È ormai chiaro a tutti che il centro storico di Spoleto è disabitato e che i giovani che vi abitano sono pochissimi; i negozi, tranne quelli “storici”, attraversano una crisi profonda dovuta anche al target cui si rivolgono, e cioè al ceto medio-alto, infine, i cittadini non riescono a concepirlo come “isola pedonale” (ad esempio, anche i cittadini di Perugia impiegarono anni prima di abituarsi ad un Corso Vannucci senza automobili. Rammentiamo, infine, che la quasi totalità dei centri storici italiani si sono trasformati nel tempo in “isole pedonali”).

Tutto ciò e ulteriori problematiche danno vita al “problema centro storico”: siamo convinti che la futura neo-dislocazione della Biblioteca Comunale in Palazzo Mauri e la recente iniziativa “vitrines vivantes: lo shopping diventa teatro” (http://www.spoletoclick.it/notiziadettaglio.asp?
prod_id=677)
siano solo primi piccoli passi disgiunti, in attesa di una vera progettualità volta alla riqualificazione del centro storico di Spoleto e alla visione d'insieme di una città normale.
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