Il
2009 è appena arrivato e non vogliamo fare bilanci, né dare consigli, né
tantomeno fare i moralisti ma solamente descrivere una serie di fatti che
viviamo direttamente.
Con tale spirito, assumiamo il ruolo che solo ci compete,
ovvero quello di semplici narratori della realtà.
In
primis, la Città di Spoleto è ancora, fino a prova contraria e per intuizione
del Maestro Gian Carlo Menotti, chiamato a Spoleto dall’Avv. Adriano Belli (amico di
tanti musicisti del primo novecento, tra cui Lorenzo Perosi) la Città dei
Due Mondi.
Crediamo che la Nostra Bella Città non si meriti una stazione a dir
poco da “terzo mondo”. Per esempio, possiamo confermare che lo sportello
servizi è quasi sempre chiuso e le tre biglietterie automatiche non sempre
funzionano; i monitor Partenze-Arrivi sono sempre guasti e l’ambiente della
stazione e quello circostante non è dei più accoglienti. E se poi pensiamo che
per raggiungere una città come Perugia che dista appena 65 Km di tratta
ferroviaria occorrono più di 60 minuti e che, con i nuovi orari in vigore per
un anno, di mattina è possibile raggiungerla solo nelle ore comprese tra le
05.40-09.30, con una media di meno di un treno ogni ora, come può definirsi una
città dei “Due Mondi”? Forse i pendolari dovranno raggiungere Perugia a piedi
partendo due giorni prima, o meglio, in bicicletta contro possibili obesity
taxes.
Per
quanto riguarda le rotatorie, anche se è pur certo vero che chi costruisce le
rotatorie non sa costruire le strade, come diceva il buon Napoleone Bonaparte,
rimane il fatto che evitano le costosissime multe dovute al Photored e restano
comunque il modo migliore e più usato in tutta Europa (ricordiamo, ad esempio,
le prime rotatorie costruite ormai quasi vent’anni fa sia a Parigi, sia a
Londra) per dirigere ed ordinare il traffico in luoghi dove si intrecciano
moltissime strade. Siamo convinti che il modello ideale di rotatoria per la
città sia quella del Pavone, che effettivamente ha ridotto il traffico e che
non crea disagio ai camions-autotrasporti.
Concludiamo
con una panoramica sul problema “centro storico di Spoleto”. Sembra strano ma
nella Nostra città il centro storico, nel corso degli anni, è divenuto un
problema così grave che ha dato origine a numerosi contrasti politici e a varie
controversie tra amministrazione pubblica, commercianti e cittadini. È ormai
chiaro a tutti che il centro storico di Spoleto è disabitato e che i giovani
che vi abitano sono pochissimi; i negozi, tranne quelli “storici”, attraversano
una crisi profonda dovuta anche al target cui si rivolgono, e cioè al ceto
medio-alto, infine, i cittadini non riescono a concepirlo come “isola pedonale”
(ad esempio, anche i cittadini di Perugia impiegarono anni prima di abituarsi
ad un Corso Vannucci senza automobili. Rammentiamo, infine, che la quasi
totalità dei centri storici italiani si sono trasformati nel tempo in “isole
pedonali”).
Tutto
ciò e ulteriori problematiche danno vita al “problema centro storico”: siamo
convinti che la futura neo-dislocazione della Biblioteca Comunale in Palazzo
Mauri e la recente iniziativa “vitrines vivantes: lo
shopping diventa teatro” (http://www.spoletoclick.it/notiziadettaglio.asp?
prod_id=677)
siano solo primi piccoli passi disgiunti, in attesa di una vera progettualità volta alla riqualificazione del centro storico di Spoleto e alla visione d'insieme di una città normale.