Nonostante lo sconcertante silenzio messo in atto dalla
stampa, nuovi sconcertanti particolari si scoprono sulla vicenda Fils e
che smentiscono clamorosamente la versione dell’amministrazione
comunale. Particolari che l’opinione pubblica deve conoscere per
giudicare a chi hanno affidato il governo della città.
A cominciare dal famoso ‘accordo sindacale’ per attuare la cassa
integrazione che non esiste in quanto si tratta solo di una proposta
del consiglio d’amministrazione non sottoscritta da nessuno dei tre
rappresentanti sindacali presenti in azienda, quindi nulla. Del resto
quale sindacato poteva accettare il diktat di mandare a casa 10
dipendenti senza un principio di equità. “Come minimo – ci è stato riferito - bisognava prevedere la
rotazione, in modo tale che invece di 13 settimane ne sarebbero toccate
solo 4 a testa. E che dire poi dei sabati lavorati in estate proprio
per recuperarli in inverno?”
Falsa anche la motivazione che ‘gli operai rimasti erano
insostituibili’ perché si tratta di tutti operai generici senza
mansioni specifiche, tanto più che i lavori svolti da quelli in cassa
integrazione sono ora fatti dai rimanenti che, tra l’altro, ‘devono
rendere il doppio’.
Quindi dopo la bocciatura nei confronti della cooperativa Dinamica
sull’appalto del cimitero ora l’amministrazione comunale si prepara ad
un’altra bocciatura sulla vicenda Fils in quanto, a detta di diversi
legali, ‘siamo di fronte ad una discriminazione ed una chiara azione di
mobbing nei confronti dei dieci cassintegrati’. Come minimo, come
dicevamo, si è dimostrato un atteggiamento antisindacale ed una serie
di atti illegali come mandare in cassa integrazione il rappresentante
della Uil che doveva restare al suo posto in quanto in congedo per
malattia.
Ma c’è dell’altro poiché il comune ha già stanziato in bilancio la
somma necessaria alla Fils per il 2009, quindi la richiesta di cassa
integrazione è illegittima, nonostante il parere dei luminari giuridici
di un’amministrazione che per cause perse forse vincerà l’oscar dei
dilettanti allo sbaraglio.
Ma per tornare alla radice di tutti i mali sveliamo come mai la
Fils si ritrova con un buco superiore al milione di euro ed una
richiesta di pagamento immediato dell’Iva che rischia di mandare a
rotoli l’azienda: era stata creata per dare lavoro a 22 persone che
svolgevano lavori socialmente utili nella fase del terremoto o
provenivano dalle ex Officine Sanitarie. Ma magicamente i dipendenti
sono arrivati a 35 in periodo elettorale ed una volta vinte le elezioni
è sorto il problema di come mantenere un organico così gonfiato. Sì
perché nel frattempo, proprio a fine 2008, sono arrivati altri 4
dipendenti di un carrozzone dai contorni tutti da scoprire, la Foligno
Nuova.
Quindi, anno dopo anno, il debito è aumentato mentre non è stato
assunto un vero manager che cercasse i lavori per i periodi morti o
studiasse il modo di far funzionare una struttura senza capo né coda
che, nonostante i dieci impiegati, fa fare le buste paga e la
contabilità ad un commercialista di Santa Maria Capua Vetere!
Tutti misteri che speriamo la Corte dei Conti ci sveli visto che
dall’amministrazione comunale di Foligno giungono solo menzogne e
nessuna idea di come uscir fuori da questo pasticcio che ha messo sul
lastrico dieci famiglie. Una cosa è certa, il conto lo pagheremo tutti
noi contribuenti che già abbiamo sulle spalle un debito
venticinquennale per pagare i vari mutui accesi dal comune e in attesa
magari di conoscere il costo del prossimo fallimento del mattatoio...
ma questa è un’altra vicenda che esamineremo a breve.
Un buon 2009 non c’è che dire.
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